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A Natale, ci vediamo a casa

Ci sono progetti che nascono da un brief. E poi ce ne sono altri che nascono da un’emozione che ti attraversa, che si posa sulle mani e ti guida, come una melodia che riconosci ancora prima di ascoltarla. Così è nata la nostra campagna di Natale per lo chef Gennaro Esposito.

Tutto è iniziato da un pensiero semplice: il Natale è una carezza. È l’odore del sugo che si mescola alla voce di chi ami, è la risata che riempie una stanza, è il ricordo che torna anche quando il tempo ha provato a cancellarlo. Abbiamo cercato di catturare quel respiro e lo abbiamo trovato in un simbolo: il carillon, metafora del ricordo e della memoria affettiva, un simbolo narrativo.

Un piccolo mondo che ruota piano. Un oggetto che non racconta il tempo, ma lo sospende. Come fa il Natale. Come fa ogni ricordo che ci riporta a casa, anche solo per un istante.
Da quella metafora è nata la nostra narrazione visiva. Ogni inquadratura è pensata come una pagina di diario, ogni suono come un abbraccio. Non vogliamo mostrare un Natale perfetto, vogliamo raccontarne l’anima, con la sua dolce imperfezione.

Questo progetto è una dichiarazione d’amore al Natale, alla verità delle piccole cose, al potere di una storia raccontata con rispetto e poesia.
Perché sì, a Natale ci vediamo a casa. E casa è ogni luogo in cui qualcosa ti fa stare bene.